Territorio Storia e Attualità

CUPELLO: TERRITORIO, CENNI STORICI E ATTUALITÀ

Cupello, cittadina di circa 4.700 abitanti, sorge nell’estremo lembo meridionale dell’Abruzzo, a 264 metri sul livello del mare, da cui dista solo 9 km. Adagiata su un dolce declivio, l’occhio spazia su vasti orizzonti dal faro di Punta Penna alle Isole Tremiti, al fiume Trigno fino al profilo severo della Maiella. La cittadina, considerata un punto di collegamento tra le zone interne e la costa tra verdi e fertili colline, consente lunghe passeggiate salubri e gode di un clima prettamente mediterraneo (9 Km dal mare).

Il suo nome sembra derivare dalla presenza nel territorio di cave d’argilla, adatte per produrre i coppi (dal greco “TO KUPELLON”: tazza, coppa).

A testimonianza delle origini antichissime di Cupello restano oggi numerosi siti archeologici, distribuiti soprattutto nella zona gravitante verso il fiume Trigno: la necropoli di età arcaica in località Bufalara, le tombe tardo-romane, una villa rurale in località Montalfano, gli imponenti resti di strutture produttive ed abitative di Colle Polercia (Colline di Evagrio) e di località La Botte, che deve il suo nome proprio ad un rudere a forma di parallelepipedo rivoltato (una cella funeraria o, molto più probabilmente, la cisterna di una villa).In località Bufalara, ai confini con il territorio di S. Salvo, esisteva una villa romana, distrutta quando sul sito venne impiantato uno stabilimento per la produzione di laterizi. Proviene da tale area la tabula patronatus scoperta nel 1966 nel corso dei lavori per la costruzione della “fornace di S. Salvo”, e di conseguenza è verosimile che si trattasse della villa di Aurelius Evagrius, cui il municipium di Cluviae conferì il titolo di patronus il 5 maggio del 384 d.C., come documenta la tavola in bronzo, e che risiedeva appunto all’interno della sua grande proprietà fondiaria.

A Cupello si trova, inoltre, uno degli ultimi e meglio conservati lembi di tratturo della provincia di Chieti e dove, ancora oggi, è possibile individuare la vegetazione tipica delle vie armentizie: il pero ed il carciofo selvatici, la tamerice, la plantago serraria ed il paliuro.Il territorio di Cupello è attraversato da due percorsi tratturali che si congiungono in località Colle Canzano – Pozzacchio:

  • Centurelle-Montesecco
  • Lanciano-Cupello (detto di Capecelatro, proveniente da Lanciano, destinazione Guardiagrele, Guglionesi, Termoli).

Resti del tratturo a Cupello sono individuabili in Località Cannavecchi, Masseria Boschetti e C.da Montalfano.

Lungo il tratturo Lanciano – Cupello, sono ancora visibili tre fontane, un tempo, luoghi di sosta fondamentali per i pastori e le loro greggi. Quelle meglio conservate sono la Fonte Grugnale ed altre due situate rispettivamente in C.da Ramingano e  Colle Mincuccio.

E’ diffusa, inoltre, la presenza di architetture contadine, le masserie, caratterizzate da un semplice impianto tipologico e realizzate in laterizio.

Un’escursione tra i pascoli cupellesi puo sorprendere, lì dove i percorsi aderiscono fedelmente all’orografia, con stretti sentieri battuti lungo le linee di ogni minimo crinale e diretti fino in testa ai calanchi maggiori, da cui biforcano seguendo i displuvi per raggiungere il torrente sottostante. L’erosione a lame di coltello, offre particolari scorci in determinate condizioni di luce ed ombra. Cupello, luogo di forti valori paesaggistici, dalla Valle del Trigno alle colline a ridosso sul mare e al centro storico, ha una struttura che segue lo schema di arroccamento tipicamente medioevale con il suo scrigno di case, palazzi, vicoli, piazzette e scale di accesso alle case (i cosiddetti “brancatelli”), si presenta, a tutti gli effetti, come un accattivante luogo da visitare per scoprire interessanti testimonianze storiche, artistiche, ambientali, architettoniche e culturali.

Altre notizie:
Del paese si hanno notizie certe a partire dal XV sec., ma la sua storia è strettamente legata a quella di Monteodorisio, capoluogo di una Contea che abbracciava dodici paesi, dalla quale Cupello si distaccò solo nel 1811 per acquistare propria autonomia amministrativa. Gravemente colpito dal terremoto del 1456, il primitivo nucleo di Cupello fu ripopolato nel corso del XVI secolo dai marchesi d’Avalos di Vasto, che vi stabilirono una colonia di Schiavoni, popoli slavi scacciati dalle terre d’origine dai turchi e quindi costretti, dal XV° al XVI° secolo, ad approdare sulla sponda adriatica. I primi insediamenti si concentrarono intorno alla zona della Chiesa vecchia, sotto capanne di paglia, ma a causa della presenza di molte formiche furono presto abbandonate: le famiglie dei Rodini, Greco, Melodici, Buda, Palladino si spostarono nella parte alta del paese, mentre i Bellano, gli Antenucci, i Di Fabio, i D’Ovidio, i Paganico nella parte bassa, i Forgione e i Di Stefano, invece, si localizzarono nei pressi di via Gerone.

Cupello subì dapprima la denominazione degli Spagnoli, quindi degli Austriaci, dei Borboni, e dei francesi. La prima metà del ’900, dopo un decennio di tranquillità e sviluppo economico, fu sconvolta dalle grandi guerre. Invasa dai tedeschi che facevano continue razzie di tutti i beni, la povertà dilagante attanagliava tutte le famiglie. Il culmine si raggiunse il primo novembre del 1943, un aereo inglese sorvolando ripetutamente il paese, sganciò palloni contenenti volantini che invitavano i cupellesi allo sgombero per il bombardamento del giorno successivo. Tra il primo pomeriggio del 2 novembre e il mattino del giorno seguente infatti, gli aerei inglesi bombardarono Cupello causando un numero di vittime impressionante.

Negli anni ’60 si registra una svolta chiave con la scoperta del “petrolio di Cupello”, il metano, prezioso combustibile destinato a mutare la vita di tutta la zona. Ciò determina da quel momento lo sviluppo dell’intera vallata del Trigno e la conseguente industrializzazione del Vastese, garantendo occupazione e prosperità.

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